home

canzoni

interviste

bibliografia

centri di studio

festival e iniziative

notizie

archivio

links

 

IL FENOMENO TECNO-VASCO E LA RIVOLUZIONE DEL WEB

L'orario prediletto, di solito, è quello che va da poco dopo le undici di sera all'una e mezzo. A quell'ora (ma non mancano le eccezioni pomeridiane) il signor Vasco Rossi da Zocca, di professione rockstar, approccia il suo computer, si collega via Internet alla sua pagina su Facebook e mette online un post, una nota o un "clippino", come lo chiama lui, cioè un video di pochi secondi (ma anche di pochi minuti) nel quale parla e mostra cose e persone che in quel momento sono vicine a lui. La media è di tre o quattro contributi al giorno, da una decina di giorni, ovvero da quando ha fatto ritorno dalla clinica Villalba di Bologna, dove era stato ricoverato una settimana per accertamenti. Non che in precedenza fossero mancate situazioni di questo genere: Facebook a Vasco piaceva parecchio anche prima. Negli ultimi giorni, tuttavia, complici anche repliche, chiarimenti, risposte e rilanci, il fenomeno è in qualche modo esploso. Facile pensare che il convalescente si annoi e che abbia preso il social network come un diversivo, come farebbe un adolescente qualunque. Più corretto intuire che la sosta forzata abbia spianato il terreno all'occasione e che che il Vasco informatizzato e tecnologizzato si sia accorto - forse gradualmente o forse per illuminazione - di quali potenzialità assumesse nelle sue mani uno strumento di questo genere e di come fosse possibile utilizzarlo per una veicolazione della figura della star fino a questo momento inedita.

Il codazzo di servizi sui quotidiani, sui siti web e addirittura sui telegiornali che la faccenda si è portata dietro dimostra in pieno che aveva ragione lui. Poco importa che fino a questo momento si sia soprattutto discusso sui contenuti delle sue esternazioni. L'innesto della catena era in fondo funzionale al suo progetto, nel caso - molto probabile - che ce ne fosse uno. La questione, però, non è il mega-spot, quanto piuttosto il fatto che, probabilmente per la prima volta nella storia dei social network, un personaggio (e non un politico) praticamente al primo posto della popolarità nel suo settore abbia stabilito - senza alcun filtro o mediazione - un canale di comunicazione col suo pubblico reiterato a tal punto da fare del canale stesso un evento comunicativo. Grazie alla sua disinvolta campagna-Facebook, sappiamo che Vasco Rossi, almeno in questa fulgida estate 2011, utilizza il suo computer più o meno tutte le sere a una cert'ora e che qualche volta lo fa anche di pomeriggio, e che, di conseguenza, a quelle stesse ore si trova a casa sua, fatto comprovato anche dalla circostanza che il post pubblicato durante il ricovero era corredato della chiosa automatica "Messaggio inviato da Facebook Mobile" (ebbene sì, adesso siamo anche certi che Vasco possiede un cellulare). Ancora: sappiamo che più o meno davanti al tavolo dove Vasco ha appoggiato il suo computer c'è un quadro con un disegno di suo figlio Luca, che accanto, sulla destra, c'è una sua foto di inizio anni Novanta e che sotto c'è un altro tavolincino o mobiletto, con sopra un fax o una stampante. Sappiamo che le pareti di quella stanza sono bianche, che il tavolo del pc è piuttosto lungo e che sopra ci sono anche un telefono e tanti altri aggeggi, e che davanti c'è una libreria bianca, sulla quale sono state riposte alcune videocassette. Questo però non è un reality show. Qui non ci sono delle regole. Qui tutto quello che vediamo, che leggiamo, l'ora in cui lo facciamo, e addirittura il fatto che da questo siamo riusciti a capire più o meno quando Vasco ha ricevuto visite dai suoi amici Gaetano Curreri e Floriano Fini, ecco, tutto questo nessun altro l'ha imposto se non lui, il Divo. E non è un caso che gli unici a mostrarsi realmente entusiasti di questa iniziativa siano i due milioni e più di aderenti alla sua pagina, che poi anche gli "unici" - a dispetto del loro esorbitante numero - che abbiano realmente compreso dove Vasco volesse andare a parare. Il Provoc-autore che diventa improvvisamente Comunic-autore. Il cantante numero uno in Italia che per primo arriva a comprendere come non sia più possibile (o almeno non sia esclusivo) offrire notizie di sé restando avvolto nella nuvola del monte Olimpo in cui fino a oggi era stato confinato dai tradizionali mezzi della divulgazione delle informazioni. Tra cinque, dieci anni, quando i social network avranno assunto forme e dimensioni che in questo momento ci è oggettivamente impossibile immaginare, la storia della comunicazione di massa dovrà necessariamente fare i conti con questo punto: che il primo tra le grandi star a utilizzarlo ad ampio raggio e a dispetto di tutte le regole scritte non scritte è stato Vasco Rossi. Laurea ad honorem per Scienze della Comunicazione del 2005. Quando qualche studentello se la prese perché a Vasco non avevano fatto dare gli esami.

Com'è ormai piuttosto noto, nella sua pagina Facebook Vasco - a volte anche con contenuti non universalmente condivisibili (ma non è questo il punto) - ha dato comunicazione al pubblico del suo stato di salute, delle sue prescrizioni mediche, dei suoi punti di vista sulla stampa, delle letture e dei film che preferisce, e - in un modo che avrà fatto mettere le mani nei capelli, per quanto in maniera divertita, al suo ufficio promozione - dei suoi progetti artistici futuri. In qualche caso è tornato sulle varie questioni per l'inevitabile rimbalzo di spiegazioni e punti di vista con alcuni giornalisti, anche in questo caso frantumando i vincoli della tradizionale trasmissione di "veline" e di smentite per i canali ufficiali. Ma soprattutto, schiacciando allegramente tutte le regole del politicamente corretto, Vasco se l'è presa con Ligabue. Alcuni giornali hanno parlato di querelle, quando la querelle, in realtà, non esiste. Esisterebbe se Ligabue avesse in qualche modo deciso di rispondere. E invece niente, è rimasto muto. Lo "scontro", di conseguenza, non c'è. C'è un cantante, popolarissimo, storico, che se la rifà con un altro, forse altrettanto famoso e probabilmente anche altrettanto bravo, o semplicemente diverso, ma, anche per questioni anagrafiche, sulla scena da una dozzina d'anni in meno. Vasco l'ha punzecchiato, l'ha sfidato a duello, l'ha provocato in tutti i modi possibili, gli ha dato del presuntuoso, si è persino agganciato a una delle sue canzoni più famose, "Tra palco e realtà" per strappargli uno straccio di cedimento. E l'altro, che in uno dei suoi pezzi canta che "rispondere agli insulti è bassa promozione" non ne ha voluto sapere. Da gran signore, sembra. Anche, forse. Ma il fatto vero, la questione reale, è che Ligabue, non meno sprovvisto di antenne, sa benissimo che a questo punto qualsiasi replica, magari con gli stessi mezzi, altro non sarebbe che una replica. Anche Ligabue ha la sua pagina Facebook. Ci posta, o ci fa postare informazioni sui suoi concerti o sui suoi dischi, ringraziamenti, video delle sue esibizioni, tutte quelle cose, insomma, che fanno tutti i cantanti famosi, molto famosi, famosissimi. Eccetto uno. E Liga lo sa. E a questo Liga non può mettersi a fare Vasco. Volta le spalle e fa bene, consapevole di essere a un passo dal rischio dei rischi: quello di arrivare una volta per tutte secondo.

(Melisanda Massei Autunnali)

 

 

La Canzone Italiana
LA CANZONE ITALIANA è un sito nato nel 2004 allo scopo di raccogliere materiali, notizie e testimonianze inerenti la musica italiana e la sua storia. Nel tempo si è modificato più volte, fino a raggiungere l'attuale versione definitiva, che si propone anche come un punto di riferimento per informazioni di ricerca e sulle sedi, virtuali e non, di possibile consultazione in Italia.

Chi siamo
Tutti i contenuti del sito lacanzoneitaliana.it sono stati realizzati da Melisanda Massei Autunnali (Piombino, 1978). Storica e ricercatrice della canzone italiana, con Coniglio Editore ha pubblicato "Chiedi chi sono gli Stadio" (2006), "Gianna Nannini- Discografia illustrata" (2007), "Claudio Baglioni - Discografia illustrata" (con Manlio Fierro e Raffaele Pirretto, 2008) e "Lucio Dalla - Discografia illustrata (2010). Ha partecipato al "Dizionario completo della canzone italiana" di Dario Salvatori (Rizzoli, 2006) e a "Il grande dizionario della canzone italiana" di Enrico Deregibus (Giunti, 2006). Collabora con la Discoteca di Stato (Ministero dei Beni Culturali), con il quotidiano "Il Tirreno" e la rivista "Musica Leggera". Fa parte della giuria del Premio Tenco.

Contatti
info@lacanzoneitaliana.it
 

La Canzone Italiana è un portale no profit nato nel 2004 e interamente gestito e organizzato nei suoi contenuti da Melisanda Massei Autunnali. Ogni contenuto può essere riprodotto solamente previa citazione della fonte www.lacanzoneitaliana.it o del nome dell'autrice e in ogni caso solo per finalità di uso personale, ricerca e studio e non per fini commerciali. Foto o testi coperti da diritti d'autore sono riprodotti solamente per finalità informativa in base alla legge n° 633 del 22 aprile 1941. Per ulteriori informazioni contattare info@lacanzoneitaliana.it