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CHIAMALI TEMPI DURI!

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Milano, 1980, nascono i Tempi Duri. Li fonda Carlo Facchini, chitarrista, bassista e cantautore, in pratica il personaggio destinato alla composizione di quasi tutto il repertorio del gruppo: assieme a lui, Carlo “Loby” Pimazzoni (chitarra) e Marco Bisotto (batteria) e Cristiano De André (voce, chitarra, violino), figlio di Fabrizio. Sono i tempi della seconda generazione del rock italiano, dopo la prima tra gli anni Sessanta e Settanta: ovvero, il momento di un tentativo da parte di alcune band - composte perlopiù da giovanissimi  - di risollevare il target della musica italiana, che a parte i cantautori, sembra diviso tra proposte ultra-melodiche e altre che ammiccano fastidiosamente al pop e alla dance. L'arrivo sulla scena dei Tempi Duri - che si ispirano in parte ai Dire Straits - passa attraverso la FADO, la casa discografica che proprio Fabrizio De André, assieme alla compagna Dori Ghezzi, ha fondato in quello stesso periodo a Milano allo scopo di individuare e promuovere nuovi talenti. Tra questi, Massimo Bubola, che presenta a De André Carlo Facchini, aprendo così la strada al progetto: di fatto i Tempi Duri nasceranno nel momento in cui Facchini e i suoi amici incontreranno il giovane De André, concretizzando il proposito di mettere assieme le caratteristiche dell'uno e dell'altro. Quelli tra il 1980 e il 1981 diventano così anni di intenso apprendistato: dei primi concerti con Fabrizio e di canzoni che nascono con la volontà precisa di una crescita di livello generale e particolare, a debita distanza dalle logiche commerciali più stringenti. Il primo frutto arriva nel 1982, con l'uscita del primo 45 giri, "Tempi Duri". Sul lato B, “In una notte così”. Di poco successivo è l'album "Chiamali tempi duri", prodotto da Mark Harris e arrangiato dagli stessi componenti del gruppo, in modo particolare dal giovane De André, che oltre a mettersi alla prova come cantante (assieme a Carlo Facchini), ha la possibilità di crescere notevolmente come musicista e strumentista. Le canzoni, ad esclusione di un pezzo scritto assieme a Cristiano, sono invece tutte di Facchini: tra le più note, oltre a "Tempi Duri", "Via Waterloo" e "Regina di dolore". Delle prime sarà anche realizzato un videoclip. La spinta promozionale è discreta e passa attraverso una fitta di serie di apparizioni televisive, che contribuiscono rapidamente ad accrescere la fama della band. Ma tra le partecipazioni ad “Azzurro”, “Discoring”, “Superclassifica Show” o le varie edizioni del “Festivalbar”, l'esperienza che indubbiamente segna la vicenda del gruppo e soprattutto la sua posizione all'interno della storia della musica italiana è il tour con Fabrizio De André, che sceglie i Tempi Duri per farsi accompagnare sul palco nel corso di una sua trasferta, prima in Italia e poi in Germania, sempre nel 1982. Un anno più tardi, il secondo singolo, "Gabbia"/"Jekyll", che conferma la buona risposta del pubblico nei confronti della giovane band. Nel 1984, tuttavia, per cause di forza maggiore, i Tempi Duri si sciolgono: alcuni componenti del gruppo, tra cui anche Carlo Facchini, vengono convocati per il servizio militare, il che impedisce anche la pubblicazione di un ulteriore 45 giri praticamente già pronto: una di queste canzoni, "E.I.", verrà recuperata diversi anni più tardi da Facchini in occasione della ristampa su CD dell'album "Chiamali tempi duri". Nel frattempo, mentre Carlo Facchini, di ritorno dalla leva, decide di intraprendere, in Italia e all'estero, un percorso di approfondimento del proprio background artistico, Cristiano De André dà inizio alla propria carriera solista, destinata a portargli, tra qualche difficoltà, alcune grosse soddisfazioni, come il secondo posto al Festival di Sanremo del 1993. Proprio nello stesso anno lui e Facchini avranno la possibilità di ritrovarsi assieme a Fabrizio e dare vita all'esperienza preziosissima dell'unica canzone che porti le firme non solo di padre e figlio, ma anche di tutti e tre gli artisti: Cristiano sarà l'autore della musica, Carlo e poi Fabrizio provvederanno al testo. Il brano si intitola "Cose che dimentico" e, inciso da Cristiano De André, è stato pubblicato prima all'interno di un CD singolo uscito subito dopo la partecipazione del cantante al Festival Italiano 1994 e poi nel suo album "Sul confine" del giugno 1995. Dieci anni più tardi, in vista della compilazione del cofanetto "In direzione ostinata e contraria", ne verrà recuperata una incisione di Cristiano e Fabrizio dal vivo. A tre anni prima risaliva la ristampa di "Chiamali tempi duri" con l'aggiunta di "E.I." e di due ulteriori inediti, "Per te" e "Signora senza pace".

(Melisanda Massei Autunnali)

CON LE NOSTRE MANI è un nuovo inedito dei Tempi Duri, per la prima volta in uscita il 30 novembre 2009 su iTunes e tutti gli stores digitali. Per la loro nuova etichetta discografica milanese Pirames International. Prima di questa uscita il brano è stato dato in anteprima, per un numero limitato di passaggi, a Radio Capital, l'emittente che in passato ha trasmesso alcune tra le più importanti e recenti anteprime sia di Fabrizio De Andrè (per la raccolta “In direzione ostinata e contraria” lanciò proprio "Cose che dimentico", testo di Fabrizio De Andrè e Carlo Facchini, musica di Cristiano De Andrè) che di Francesco De Gregori. Il nuovo brano CON LE NOSTRE MANI, cantato, nell'ordine, da Carlo Facchini e Cristiano De Andrè, ripercorre la vicenda umana dei Tempi Duri dal primo scioglimento della band a oggi. Da questo racconto, relmente vissuto e particolarmente autentico, è facile intuire cosa significhi trovarsi come sepolti vivi, sia come gruppo di amici che come singoli, e soprattutto cosa significhi esserci “riusciti”  – semplicemente seguendo i più istintivi sentimenti umani - con le proprie mani. Un tema che, spostando la metafora in altri contesti, risulta comune a molte altre situazioni esistenziali di oggi. Il brano, scritto da Carlo Facchini, è stato registrato dai Tempi Duri a Milano allo studio Metropolis con la produzione di Lucio Fabbri E' stato invece mixato in USA da Mike Boden e Carlo Facchini nei californiani Plant Studios, famoso tempio della musica mondiale che si affaccia sulla baia di San Francisco a un solo miglio dal Golden Gate. L'uscita di questo nuovo singolo è accompagnata in parallelo da quella di altri due brani dei Tempi Duri, “Signora senza Pace” e “Per te”. L'insieme rappresenta un gradino importante verso la possibile (per l'ampiezza del materiale) ma tutt'altro che scontata (per le ragioni spiegate dettagliatamente nel brano) realizzazione di un nuovo album dei Tempi Duri, oggi particolarmente sollecitato dalla nuova etichetta discografica della band.

 

 

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