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M.P. RECORDS, SOGNI DI MUSICHE PARTICOLARI. A COLLOQUIO CON VANNUCCIO ZANELLA

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(intervista realizzata nell'ottobre 2009)

L'acronimo, M.P. Records, significa "Musiche Particolari": e non è un dettaglio da poco nella storia di un'etichetta discografica che può vantare in catalogo vere e proprie leggende del progressive e della canzone italiana, da Arturo Stalteri a Fabio Liberatori (ex Stadio), ai Pierrot Lunaire, Goran Kuzminac, Grazia Di Michele. "Conta anche il fatto -  spiega Vannuccio Zanella, il discografico padovano che l'ha fondata diciassette anni fa - che preferisco un prodotto che magari non sia strepitosamente bello, ma che sia originale. Questo, da una parte, perché abbiamo comunque l'esigenza di promuovere qualcosa: quindi, o promuovi l'originalità e allora qualcuno ti dà spazio se non altro per questo, oppure non avremo mai capitali da investire in promozione per un prodotto di massa. E dall'altra parte perché sono originale anch'io!". La M.P. Records  nasce dunque nel 1992: casa discografica e distribuzione vedono insieme, la luce l'etichetta per favorire gli artisti locali, come Maria Luisa Marchiorello e Toni Moretti. "All'inizio abbiamo forse dato più impulso alla distribuzione, con un discorso che adesso tutti si sono precipitati a copiare, ma di cui all'epoca eravamo un po' i pionieri: ovvero, farci dire direttamente dai negozi i materiali che non sapevano dove recuperare. Era una cosa abbastanza innovativa per il mercato italiano. Dopodiché, avendo fatto un po' di fortuna con questo discorso, abbiamo deciso di riprendere in mano la casa discografica". E' il 1997, arrivano i primi contratti con la Micocci Dischitalia, che in quel periodo sta cedendo il proprio catalogo: Tito Schipa jr., Pierrot Lunaire, l'album "André sulla luna" di Arturo Stalteri e l'operetta rock-prog "L'Eliogabalo" di Emilio Lo Curcio. "Era il momento in cui si sentiva che in qualche modo il corso delle ristampe del progressivo italiano sarebbe stato un bel lavoro: non dico solamente a livello di mercato, che non ci è mai interessato più di tanto, ma di fare bella figura sui prodotti. Se avessimo voluto solo il progressivo, probabilmente avremmo preso solo Pierrot Lunaire, e invece abbiamo preso anche Tito Schipa, Emilio Lo Curcio, Grazia Di Michele, Gianni Togni, Muzzi Loffredo, che penso saremo in trenta in Italia a conoscere, per quanto riguarda l'album, che ancora sono convinto che sia uno dei più bei dischi che ho fatto". E poi ancora Mario Castelnuovo, Susy Bellucci, Goran Kuzminac, le Orme e Bernardo Lanzetti. "Con la Micocci avevamo ancora in ballo un album di Maria Monti e l'opera omnia di Gaio Chiocchio, perché tra l'altro Alessandra, la vedova, mi aveva già mandato degli inediti. Ma nel frattempo la Micocci però già venduto tutto alla Sony: non hanno però i nostri bonus, e non glieli diamo! Quando ci sarà l'occasione faremo venir fuori degli inediti strepitosi di Gaio". Sempre nel 1997 Zanella fa la conoscenza di Fabio Liberatori, che a quel tempo già da sedici anni compone colonne sonore, prevalentemente per i film di Carlo Verdone. Liberatori è un amico di Stalteri, cresciuto all'interno dello stesso ambiente progressive, e come lui maturato a cavallo della canzone d'autore, come prova il fatto che il loro incontro ha avuto come teatro una tournée dell'88 di Mario Castelnuovo. "Nella conoscenza di Fabio, ovviamente, l'intermediazione di Stalteri è stata fondamentale. Avvenne quando presentammo il disco di Lucilla Galeazzi al negozio "Revolver" di Roma. Lui mi disse che Fabio aveva già pronto un album bellissimo a cui aveva collaborato e che avrebbe potuto interessarci. Il disco fu un amore a prima vista: assolutamente strepitoso, perché comunque rappresentava qualcosa di diverso nel panorama italiano." Quel disco era "Empire Tracks": un omaggio alla storia romana mediato attraverso il filtro dell'elettronica più ardita e avanguarde. "Non si erano mai sentiti certi suoni e certe cose. Decidemmo subito di farlo: abbiamo un po' studiato anche il disco della qualità, perché il dischetto è in oro 24 carati, e abbiamo voluto fortissimamente quella moneta, l'auro di Silla, perché doveva essere qualcosa di assolutamente prezioso del periodo romano". Il disco successivo di Fabio Liberatori sarebbe arrivato sei anni più tardi: "The Asimov Assembly", quasi totalmente ispirato ai racconti del grande scrittore russo. "All'origine quel disco non era però destinato a Fabio. La primissima idea nacque a Roma, in un bar di piazza Australia parlando con Arturo Stalteri, che è ugualmente appassionato di fantascienza. Avevamo già pensato a uno dei suoi brani per pianoforte che  io avevo sentito in un concerto a Ferrara e che sarebbe potuto divenire una bella canzone con un bel testo e una bella voce. Poi però, nei mesi successivi, visto che Stalteri preferiva dedicarsi alla sua carriera di pianista classico e che comunque Liberatori era già stato coinvolto nel progetto, il disco passò definitivamente a lui, pur conservando l'apporto di Arturo". Il brano ferrarese, in particolare, che gli acquirenti avrebbero poi conosciuto col nome di "Nightfall", e un altro brano cantato, composto invece da Liberatori, "Eyes do more than see": entrambi avrebbero avuto il testo e la voce di Sonja Kristina, cantante dello storico gruppo prog dei Curved Air. Riuscire a portare Sonja Kristina in Italia è probabilmente una delle soddisfazioni maggiori della carriera di discografico di Vannuccio Zanella:  "Questo accadeva prima del Natale 2003: lo ricordo con precisione perché fu una vicenda assolutamente incredibile, che la dice lunga su come gli artisti stranieri siano di gran lunga diversi da quelli italiani. Noi riuscimmo a metterci in contatto con lei scrivendo un'email al curatore dei sito dei Curved Air, e dopo un'ora avevamo già una risposta da Sonja Kristina, che ci chiedeva maggiori dettagli sul progetto. Quando le dicemmo di cosa si trattava, ci rispose che aspettava la cassetta con i provini e che nel frattempo sarebbe uscita per andare a comprare le novelle di Asimov e farsi un ripasso". Tre giorni più tardi sarebbero arrivati i testi. Poi i contatti con i due artisti. Le prove al telefono, e infine, il viaggio italiano, assieme ai due figli avuti da Stewart Copeland dei Police, per la registrazione dei due brani. "Abbiamo registrato in uno studio sulla via Nomentana, a Roma. Lei non ha avuto alcuna pretesa divistica: è arrivata con le mani in tasca e una mela, ha provato i microfoni, ha valutato che l'umidità fosse quella giusta, e ha inciso i due brani - "Eyes do more..."è anche particolarmente complicato! - in un solo giorno. E ha fatto tutto questo per una cifra veramente irrisoria. Nel frattempo Arturo mi infarciva di tutta una serie di aneddoti particolarmente significativi sulle sue colleghe italiane...". E' vivace e bellissima la vicenda della M.P. Records, che porta avanti con orgoglio il proprio progetto tra situazioni intriganti ("il 45 giri di Arturo Stalteri che canta "Ruby Tuesday": oltre a essere l'unica occasione per sentire la voce di Stalteri,  va a 33 giri, cosicché deve essere il pubblico a capire che "Ruby Tuesday" non la puoi ascoltare con la voce di Paperino"), audaci promozioni di esordienti e favolosi ritorni: a parte gli Audiokiss, che vengono dall'Irlanda e nascono da una costola degli In Tua Nua, tra gli altri si riconoscono i Central Unit e il gruppo "gotico" dei Lachaise, più la band teramana dei Clepsydra, ora al secondo disco. "I Clepsydra sono stati una delle più belle sorprese degli ultimi tempi, decisamente: mandarono il demo, come fanno in tanti. Mi arrivano dieci, quindici demo a settimana, li ascolto sempre tutti e a tutti do sempre una risposta, positiva o negativa. E loro furono invece una bella scoperta. Il disco era molto bello: però mancava di qualcosa, che dopo, come avrai visto, è stato inserito da Fabio Liberatori, due tocchi di tastiera e il missaggio che è stato fatto al suo studio. Fabio ha missato anche il disco dei Central Unit e quello dei Lachaise. Adesso stiamo lavorando alle due ristampe degli In Tua Nua e a un cofanetto dei Plasticos, uno dei gruppi di punta della new wave degli anni Ottanta e di cui avevamo stampato un disco nel 1998. Dopo usciremo con il nuovo dei Central Unit. E poi sto producendo personalmente un gruppo di Conegliano. Insomma, un po' alla volta facciamo dei passi avanti".

(Melisanda Massei Autunnali)

 

 

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Tutti i contenuti del sito lacanzoneitaliana.it sono stati realizzati da Melisanda Massei Autunnali (Piombino, 1978). Storica e ricercatrice della canzone italiana, con Coniglio Editore ha pubblicato "Chiedi chi sono gli Stadio" (2006), "Gianna Nannini- Discografia illustrata" (2007), "Claudio Baglioni - Discografia illustrata" (con Manlio Fierro e Raffaele Pirretto, 2008) e "Lucio Dalla - Discografia illustrata (2010). Per Donzelli ha pubblicato "Caruso. Lucio Dalla, Sorrento. Il rock e i tenori" (2011). Ha partecipato al "Dizionario completo della canzone italiana" di Dario Salvatori (Rizzoli, 2006) e a "Il grande dizionario della canzone italiana" di Enrico Deregibus (Giunti, 2006). Collabora con la Discoteca di Stato (Ministero dei Beni Culturali), con il quotidiano "Il Tirreno" e la rivista "Musica Leggera". Fa parte della giuria del Premio Tenco.

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