ALEX BARONI, PIU' DI UNA VOCE
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Nell'immaginario della mitologia greca, gli eroi muoiono giovani. E' la sorte loro destinata dagli dei, invidiosi di una gloria terrena che possa in qualche modo offuscarne la supremazia. Così facendo, confidano in una vittoria, che però è solo apparente, finché è costretta a scontrarsi con la memoria e forze di uomini impegnati a trattenere in terra cio' che il cielo ha voluto prendere per sé. Il ricordo, in fondo, è cosa tutta umana: ma il suo potere supera quello della fuggevolezza delle cose, dello scorrere del tempo e della vita. Quando nel 1999, Alex Baroni, cantautore dalla voce emozionante, all'interno di uno dei suoi brani più belli, "Pavimento liquido", cantò una frase che in seguito avrebbe tracciato migliaia di diari ("tra le stelle che non muoiono sarò"), forse il suo destino era già stato scritto. Questo spazio speciale che gli dedica lacanzoneitaliana.it – lungi dall'essere una commemorazione – nasce come un tentativo, alquanto esile, di restituirgli quel qualcosa che la sorte gli ha negato, impedendo a lui, come a tutti gli altri artisti scomparsi precocemente, di continuare a incentivare la nostra crescita attraverso la loro opera e al tempo stesso di contribuire al suo ricordo, al suo senso della memoria. Baroni era un cantante di indubbie e riconosciute capacità, affermato, popolare, senza che però il suo successo avesse ancora raggiunto un'espansione proporzionata ai suoi meriti: non più una promessa, certo, ma in ogni caso, ma una figura che la nostra musica attendeva di collocare, ai suoi massimi livelli, in un tempo futuro. Forse è proprio per questo – per questo avere ancora tutto da dare – che la sua scomparsa, drammatica, improvvisa, ha suscitato tanta commozione, anche in coloro che non appartenevano in maniera diretta alla sua schiera di ammiratori. Non si è trattata di una riscoperta, come nei casi di Battisti o di De André, magari da parte di giovani che in precedenza, per questioni generazionali, non avevano avuto se non la possibilità, almeno l'occasione di avvicinarsi alle loro produzioni. Baroni era un personaggio proprio del nostro tempo, sotto i riflettori della scena pubblica da soli cinque anni: chi ancora non aveva avuto modo di conoscere la sua musica, altro non aspettava che il momento opportuno per farlo, il disco che avrebbe colpito la propria sensibilità, la nota più vibrante in mezzo alle altre. E non un concorso di circostanze totalmente diverso, come quello corrispondente alla realtà.
Si era fatto conoscere a partire dal palco dell'Ariston di Sanremo, Alex Baroni, trentuno anni, insegnante di chimica prestato alla musica: l'edizione è quella del 1997, la stessa del clamoroso exploit dei Jalisse e di una indimenticabile performance della divina Patty Pravo. Due avvenimenti agli antipodi, in mezzo ai quali spunta la figura di questo giovane dalla voce incredibile, con un passato importante da corista per Ramazzotti e Rossana Casale (nonché l'anno prima, proprio al Festival), che immediatamente salta agli occhi degli addetti ai lavori, nonché di Lucio Dalla il quale, nel corso del Dopofestival, interviene telefonicamente in diretta per complimentarsi con lui. La giuria di qualità gli assegna un premio per la migliore interpretazione, che gli viene consegnato da Luciano Pavarotti, mentre il suo brano, "Cambiare", composto da lui, i produttori Rinalduzzi e Calabrese (già autori per Giorgia), e Marco D'Angelo, riceve il Premio Volare. A questa prima, entusiasmante prova, seguono un lungo tour di circa cinquanta date e la pubblicazione di un album, omonimo, che contiene anche la canzone presentata a Sanremo. Il lavoro raggiunge il Disco d'oro. Nel corso della stessa estate 1997, Alex Baroni si esibisce anche come supporter di Sting (ad Assisi) e, al Foro Italico di Roma, degli Earth Wind & Fire, gruppo al quale è emotivamente legato. Ancora nello stesso anno, il cantante partecipa al film Disney "Hercules", interpretando uno dei brani della colonna sonora. Una voce prevalentemente black, quella di Baroni, che non disdegna in ogni caso scelte musicali piuttosto eterogenee, spaziando dal blues, al funky fino a brani più propriamente melodici, eseguiti con solo sostegno del pianoforte. I tempi, prevalentemente sentimentali, romantici a appassionati, senza disdegnare una particolare vena ironica, che si manifesta soprattutto in "Sei tu o lei (quello che voglio)", brano che nel 1998 lo riporta, con successo, per la seconda volta a Sanremo. La canzone dà anche il titolo al suo secondo album.Tra i pezzi contenuti, "Onde" risulterà uno dei più trasmessi dalle radio dell'intera estate. Nel 1999 Baroni, che nel frattempo si è legato sentimentalmente alla cantante Giorgia, con la quale vanta una sorprendente affinità vocale, collabora ad alcuni brani del cd di lei, "Girasole" ("E' la verità"). Alla fine dell'anno, esce col suo lavoro migliore, "Ultimamente", che contiene la celebre "Pavimento liquido", ottima prova da autore, ed "E il cielo mi prese con sé", scritta da Renato Zero. Di nuovo è vicino a Giorgia nel 2001 nella sua partecipazione al Festival di Sanremo e nella produzione del cd "Senza ali" (Alex collabora direttamente alla stesura del brano "Prima di domani"). Alla fine dell'anno, inoltre, il cantante realizza il suo sogno di esibirsi in una veste totalmente inedita e tiene alcuni concerti con l'Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta dal Maestro Luciano Di Giandomenico. In seguito, sulla cronaca delle vicende sentimentali dei due artisti, cala il sipario, per lasciare il posto al tragico epilogo: il 20 marzo del 2002 Alex Baroni, mentre è a bordo della sua moto, rimane coinvolto in un incidente stradale che lo porta in coma per tre settimane: la commozione popolare nei confronti della drammatica vicenda è altissima. Il 13 aprile Baroni scompare lasciando una grande sensazione di vuoto e di sgomento in chi aveva creduto fino all'ultimo in una ripresa. Quasi contemporaneamente Giorgia, sensibilmente toccata dagli eventi, compone la struggente "Marzo", che viene inserita nella sua raccolta di grandi successi "Le cose non vanno mai come credi". La musica e la voce di Alex nonostante tutto continuano a vivere: per volere della famiglia viene pubblicato in autunno un album, intitolato "Semplicemente", che oltre a raccogliere alcune canzoni tra le più significative, comprende anche tre brani inediti, tra cui la bellissima "La distanza di un amore". I ricavati delle vendite vengono devoluti a un Comitato - istituito anch'esso dalla famiglia Baroni - che si propone di raccogliere fondi per promuovere giovani artisti. Più tardi, nel 2004, la stessa si occuperà di far pubblicare un ulteriore album, "C'è di più", contenente alcuni pezzi "nascosti" della produzione di Alex Baroni tra il 1998 e il 2002. Il pubblico ha così la possibilità di conoscere i brani ai quali il cantautore milanese stava lavorando al momento dell'incidente, come "Maria", il cui testo stato scritto dal poeta bolognese Roberto Roversi, "Rain", omaggio a Jaco Pastorius, un medley ispirato ai Beatles, "Yesterday/Imagine", e "C'è di più", una canzone realizzata utilizzando le campionature di Stevie Wonder. Su tutte, la sua realizzazione più bella, "Ultimamente", scartata dalle giurie esaminatrici al Sanremo 2000, il cui senso, alla luce dei fatti, appare più che mai colmo di intensità.
(Melisanda Massei Autunnali) |