Ultimi articoli pubblicati

Innocenti evasioni

Alla fine è andata. Meglio o peggio del previsto è ancora presto per stabilirlo, se non fosse che la media dei casi quasi sempre ci ha rivelato che, salvo eccezioni, piuttosto raramente chi vince sul palco dell’ Ariston continuerà a farlo in classifica o il resto dell’anno.   Stavolta, a dire il vero, le condizioni per un trionfo bipartisan ci sono tutte, almeno per il fatto che a regalare la vittoria a Valerio Scanu è stato lo stesso pubblico che era corso in massa a comprare il suo cd lo scorso autunno dopo aver votato e ultravotato ad “Amici” il giovane cantante: che adesso, oltre alla palma d’oro festivaliera, si gode il terzo posto (ore 15.23 del 26 febbraio 2010) in attesa del responso della classifica dei compact disc.

Le buone notizie, in ogni caso, sono altre: sul piano artistico, da qualsiasi parte si voglia guardarlo, quello del 2010 è stato, in definitiva, un buon Sanremo, o se non altro un Sanremo migliore della media delle ultime quattro o cinque edizioni, laddove nomi ormai triti e ritriti sono stati sostituiti da quelli di una serie di giovani che sì, andranno avanti anche a colpi di televoto, ma, almeno nella maggior parte, sembrano non difettare di talento e buona volontà. Noemi, ad esempio, ha una voce che spacca: datele un buon pezzo e saprà renderlo mitico. Marco Mengoni, terzo in classifica, ha personalità e grandi doti sceniche e vocali, oltre all’aver portato in gara un pezzo che, se qualcuno ha giudicato non all’altezza delle capacità, è comunque tra i più gradevoli all’ascolto e senza dubbio le radio continueranno a trasmetterlo a lungo. Tra i non-televisivi, tolta l’ottima performance di Irene Grandi, alla quale questo Sanremo doveva premere – visti i precedenti – in maniera particolare, la sorpresa (o la conferma) maggiore è stata quella di Malika Ayane, che meritatamente ha vinto il premio della critica e che ora, grazie al successo che il suo pezzo sta riscuotendo sui canali digitali, può vantarsi di avere la capacità di mettere insieme raffinatezza e gradimento popolare. Semaforo verde anche per Irene Fornaciari, che ha portato a Sanremo uno dei pezzi più intensi tra quelli partecipanti e ha saputo interpretarlo con grinta e dolcezza: il tempo le sarà favorevole, soprattutto se chi di dovere imparerà a guardare più al suo talento che al suo cognome.

L’unico vero rammarico è per Enrico Ruggeri, eliminato il venerdì sera nonostante una delle canzoni migliori del suo repertorio recente, probabilmente destinata a rifarsi, almeno parzialmente, con la vendita dei dischi. Ciò che non è chiara, al contrario, è l’ indebita associazione con una presunta categoria di vecchie glorie con cui, per stile musicale e anagrafe, Ruggeri ha oggettivamente molto poco da spartire: il che, in ogni caso, renderebbe ancora meno comprensibile cosa ci facessero Elisa, Francesco Renga e Fiorella Mannoia tra i superospiti e lui in gara. Nel mistero buffo sanremese, in ogni caso, resta la chiarezza del gesto prometeico degli orchestrali la sera della finale, quando le pagine degli spartiti sono volate sul palco in segno di protesta per le scelte che il pubblico da casa incoraggiava a suon di sms. Un gesto inedito, si è detto, che forse però avrebbe meritato altri spazi e altre occasioni – magari in altre edizioni – che non la prevedibilissima promozione di due ragazzi provenienti dai talent e quella del caso mediatico per eccellenza, sbandierato da giorni e giorni sulle pagine dei giornali e nei salotti televisivi. Sanremo, in fondo, non è che un gioco breve, che dura lo spazio di cinque giorni e alcune copertine, per poi risolversi  – in attesa della gloria futura – nei negozi di dischi e in quelli digitali. Che, almeno finora, sembrano fornire responsi tutt’altro che contestabili.

Insomma, un Sanremo fresco, frizzante, come forse non ci si sarebbe aspettati alla vigilia, troppo impegnati a tener testa nelle discussioni gossippare che inevitabilmente, specie da qualche anno a questa parte, accompagnano la lunga parentesi che va dall’annuncio dei concorrenti fino all’inizio della gara. Smentite, quasi completamente, le cosiddette “sorprese annunciate”, possiamo dirci soddisfatti di un’edizione che, a quasi una settimana dalla chiusura, si lascia ascoltare, almeno in buona parte, con una piacevolezza che da tempo mancava.  Quale da adesso in poi sarà il futuro solo buon senso e avvedutezza saranno in grado di dirlo. (Melisanda Massei Autunnali)

febbraio 26, 2010 | Lascia un commento | Permalink

Sanremo 2010: La prima serata

Perché “accanirsi” sulla cosiddetta fascia debole, ammesso che sia lecito e possibile concedersi certe etichette? Malgrado il giudizio già espresso dalla giuria, da ormai diverse ore rimbalzano su forum, blog e Facebook commenti che gridano allo scandalo per la presenza a Sanremo di canzoni a tutta prima un po’ retrò, che striderebbero col gusto e l’evoluzione genericamente espresse  – e non solo dal festival – negli anni recenti. D’accordo, s’intende: salvo poi,  anche alla luce dell’esito delle votazioni della prima serata, soffermarsi a pensare che in fondo tanto vale un’innocua canzone di quelle “col cuore in mano” a fronte di furberie e ruffianerie espresse da soggetti di tutt’altro blasone. Chi ancora rimprovera la presenza di Emanuele Filiberto (ha tolto un posto a un cantante di professione, si grida) forse dimentica che Pupo sul palco dell’Ariston altro non giunge a fare che il proprio mestiere, con la libertà di scegliersi chicchessia come compagno di squadra, fosse un principe, un ballerino o un presentatore o al limite estremo anche un pizzaiolo. Operazione mediatica, si aggiunge: ebbene, ormai discussa da Natale, e dunque deposta sulla linea degli argomenti da contestare. Meglio soffermarsi sul pezzo presentato, niente di così temibile, in realtà, da far pensare che possa essere inoltrato alla memoria oltre la settimana festivaliera. Questione archiviata, dunque, salvo imprevisti: che difficilmente, in ogni caso, potranno essere tali da creare conseguenze di rilievo per la storia canzonettara, nella misura in cui, in tempi recenti, le è stato concesso di passare attraverso il Festival.

In compenso, nel settore degli ambiziosi, la mira di bissare non sempre raggiunge gli esiti prefissati e dunque Povia, di del quale già alla vigilia si intuivano gli obiettivi, senza però il corrispettivo soddisfacimento in tema di mordente e di efficacia (così come per Arisa, a cui un anno fa valse e non poco l’effetto sorpresa). E gli altri? La schiera dei promossi, a dire il vero, conta non poche presenze: in ordine di esibizione, Irene Grandi, decisamente in grande spolvero, il bravo Marco Mengoni, Malika Ayane con bella canzone di Pacifico, Enrico Ruggeri, che ha sempre classe da vendere, Irene Fornaciari con Nomadi  e Noemi, che con le canzoni giuste avrà un grande futuro. Su tutto, però, un interrogativo: perché non sostituire Morgan con uno degli esclusi? (Melisanda Massei Autunnali)

febbraio 17, 2010 | 1 commento | Permalink

Fabio Liberatori firma la colonna sonora di “Io, loro e Lara”

Dopo due anni dall’interessante prova di “Grande grosso e Verdone”, Fabio Liberatori torna a fianco di Carlo Verdone per firmare la colonna sonora del nuovo film “Io, loro e Lara”, nelle sale cinematografiche dal 5 gennaio 2010. La pellicola, che nella prima settimana di uscita ha incassato oltre 8 milioni di euro, ha richiesto un approccio particolarmente complesso e sensibile al compositore romano: film prevalentemente giocato sul confronto umano e incentrato sulla incomunicabilità della società contemporanea, “Io, loro e Lara” segna infatti l’apertura di percorso in parte nuovo all’interno del cinema di Verdone, dove commedia e dramma moderno si intrecciano con meno gags rispetto a ieri e una maggiore introspezione. La funzionalità dell’apparato elettronico che da sempre costituisce la cifra sonora di Fabio Liberatori acquisisce un nuovo terreno di eccellenza in questo contesto all’incrocio tra passato e futuro: caratterizzata da una sperimentazione sempre costante fin dall’inizio degli anni Ottanta, la collaborazione tra regista e compositore si arricchisce di nuove importanti componenti dirette sia a una migliore caratterizzazione psicologica, sia su un piano propriamente tecnico, grazie all’uso di una strumentazione all’avanguardia e da soluzioni di grande raffinatezza ed equilibrio. Nell’ambito di un lavoro complessivo dettato da parametri di eleganza e di magistrale compostezza, Fabio Liberatori conferma così il profondo sentire comune rispetto a un regista da sempre attento al riconoscimento di una funzione importante della musica nei propri film e all’adeguata valorizzazione del suo ruolo.

La colonna sonora di “Io, loro e Lara” è la quattordicesima che Liberatori, a fianco di Verdone dal 1981, firma per il cineasta romano, e la prima per la Warner Bros Italia, che ha prodotto e distribuito il film. Per i prossimi giorni è attesa in tutti i negozi specializzati l’uscita del compact disc.

Fabio Liberatori, pianista e tastierista romano, è uno dei più autorevoli compositori italiani di colonne sonore. Dopo gli studi al conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila ha iniziato un primo percorso in ambito pop-rock lavorando al fianco di Lucio Dalla nelle sue più importanti produzioni tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Contestualmente ha militato nel neonato gruppo degli Stadio, con i quali ha inciso, tra il 1982 e il 1984, i primi tre album, componendo quattro canzoni tra le più celebri del loro repertorio. Al 1982 risale l’inizio della collaborazione con Carlo Verdone: per il suo film d’esordio, “Borotalco”, Liberatori è premiato insieme a Lucio Dalla con un Nastro d’Argento e un David di Donatello. Alternando l’attività di musicista per il cinema a esperienze di produzione e composizione nel campo della musica elettronica e strumentale, Fabio Liberatori ha pubblicato due album da solista, “Empire Tracks” (1997) e “The Asimov Assembly” (2003), editi entrambi da MP Records.

Sito internet: www.fabioliberatori.it

gennaio 14, 2010 | Lascia un commento | Permalink

Le classifiche de LA CANZONE ITALIANA: i 10 dischi e le 10 canzoni del decennio

I 10 DISCHI “TOP” DEL DECENNIO DE LA CANZONE ITALIANA

1) Sergio Cammariere – “Dalla pace del mare lontano”

2) Pino Daniele Project – “Passi d’autore”

3) Carmen Consoli – “Stato di necessità”

4) Vinicio Capossela – “Ovunque proteggi”

5) Raf – “Iperbole”

6) Gianna Nannini – “Perle”

7) Franco Battiato – “Fleurs 3″

8) Lucio Dalla – “Lucio”

9) Cristiano De André – “Scaramante”

10) Francesco De Gregori – “Pezzi”

*per ampliare la gamma delle possibilità e delle preferenze nessuna delle dieci canzoni che seguono fa parte dei dischi segnalati nella precedente classifica

LE 10 CANZONI “TOP” DEL DECENNIO DE LA CANZONE ITALIANA

1) Francesco De Gregori – “Il cuoco di Salò”

2) Tiromancino – “Un tempo piccolo”

3) Negramaro – “Estate”

4) Enrico Ruggeri – “Primavera a Sarajevo”

5) Samuele Bersani – “Replay”

6) Gianna Nannini – “Sei nell’anima”

7) Patty Pravo – “Una mattina d’estate”

8) Franco Battiato – “Aspettando l’estate”

9) Francesco Renga – “Tracce di te”

10) Roberto Vecchioni – ” E invece non finisce mai”

bonus track: Antonello Venditti – “Lacrime di pioggia”

(Melisanda Massei Autunnali)

dicembre 23, 2009 | Lascia un commento | Permalink

Esce “Con le nostre mani”, inedito dei Tempi Duri

CON LE NOSTRE MANI è un nuovo inedito dei Tempi Duri, per la prima volta in uscita il 30 novembre 2009 su iTunes e tutti gli stores digitali. Per la loro nuova etichetta discografica milanese Pirames International.

Prima di questa uscita il brano è stato dato in anteprima, per un numero limitato di passaggi, a Radio Capital, l’emittente che in passato ha trasmesso alcune tra le più importanti e recenti anteprime sia di Fabrizio De Andrè (per la raccolta “In direzione ostinata e contraria” lanciò proprio “Cose che dimentico”, testo di Fabrizio De Andrè e Carlo Facchini, musica di Cristiano De Andrè) che di Francesco De Gregori.

Il nuovo brano CON LE NOSTRE MANI, cantato, nell’ordine, da Carlo Facchini e Cristiano De Andrè, ripercorre la vicenda umana dei Tempi Duri dal primo scioglimento della band a oggi.
Da questo racconto, relmente vissuto e particolarmente autentico, è facile intuire cosa significhi trovarsi come sepolti vivi, sia come gruppo di amici che come singoli, e soprattutto cosa significhi esserci “riusciti”  – semplicemente seguendo i più istintivi sentimenti umani – con le proprie mani.
Un tema che, spostando la metafora in altri contesti, risulta comune a molte altre situazioni esistenziali di oggi.

Il brano, scritto da Carlo Facchini, è stato registrato dai Tempi Duri a Milano allo studio Metropolis con la produzione di Lucio Fabbri
E’ stato invece mixato in USA da Mike Boden e Carlo Facchini nei californiani Plant Studios, famoso tempio della musica mondiale che si affaccia sulla baia di San Francisco a un solo miglio dal Golden Gate.

L’uscita di questo nuovo singolo è accompagnata in parallelo da quella di altri due brani dei Tempi Duri, “Signora senza Pace” e “Per te”. L’insieme rappresenta un gradino importante verso la possibile (per l’ampiezza del materiale) ma tutt’altro che scontata (per le ragioni spiegate dettagliatamente nel brano) realizzazione di un nuovo album dei Tempi Duri, oggi particolarmente sollecitato dalla nuova etichetta discografica della band.

http://blog.libero.it/pirames/8073108.html

http://itunes.apple.com/it/album/con-le-nostre-mani-single/id338795878

http://www.myspace.com/pirames

dicembre 13, 2009 | Lascia un commento | Permalink

Gli Eva Mon Amour presentano “La doccia non è gratis”

(COMUNICATA STAMPA) – Eva Mon Amour, un nome che evoca l’amore in senso totale, l’amore per la prima donna che è stata oggetto d’amore per un uomo. L’amore per la prima persona che ha preso una decisione indipendente. Un amore in tutte le sue sfaccettature.
Il disco d’esordio “Senza Niente Addosso” (29Records/ Self) era uscito a gennaio del 2009, accompagnato dal primo singolo “Indi”, descritto dalla stessa band come “tre minuti e mezzo di sound elettrico, istintività e sudore”.

Gli Eva Mon Amour dopo una breve pausa ritornano sui palchi per il tour promozionale di presentazione del nuovo album “La doccia non è gratis” (29RECORDS/CNI/BELIEVE), il loro secondo disco voluto e realizzato in tempi brevi con 11 nuove canzoni nate durante alcuni viaggi e durante i faticosi spostamenti fatti per i concerti. Prima tra tutte “Randagi”, il graffiante singolo in rotazione in tutte le radio italiane dal 27 novembre. L’album “La doccia non è gratis” uscirà il 22 gennaio in tutti i negozi di dischi, mentre è già disponibile negli stores digitali per Believe già dallo scorso 27 novembre 2009.

Gli Eva Mon Amour arrivano sul palco del Live Forum sabato 12 dicembre, per presentare in anteprima il nuovo album che desta già grande attenzione e curiosità da parte del pubblico.

La data al Live Forum di sabato si inserisce in un contesto musicale più ampio, il nuovo locale di Assago sorge infatti tra il Mediolanum Forum e il Teatro Allianz, e apre le porte non appena finiti gli altri spettacoli, in modo da creare un continuum ideale di musica. Quella stessa sera sono programmati infatti il concerto di Renato Zero e il musical “We will rock you”. Uno scenario musicale importante dove gli Eva Mon Amour saranno testimoni con le loro canzoni di una realtà in cui convivono la fatica del quotidiano e l’accettazione dell’assurdo.
Una realtà guardata pur sempre con ironia.

info band:
www.myspace.com/evamonamour
www.evamonamour.com

info stampa:
ufficio stampa@2roads.it
www.2roads.it

sabato 12 dicembre 2009
Ore 23.00
LiveForum – Via G. di Vittorio 6, 20090 Assago (MI)
ingresso libero!

LIVE FORUM è situato all’interno del Mediolanum Forum, nell’area antistante l’Allianz Teatro e dispone di un ampio parcheggio gratuito per i propri ospiti. Park B.

“La doccia non è gratis” tour - i prossimi appuntamenti confermati:

Venerdì 11 dicembre – Rocker House Festival @ Palaporada – Seregno (MI)
Sabato 19 dicembre – CSA Depistaggio – Benevento
Venerdì 8 gennaio – Circolo Arci La Casa 139 – Milano
Venerdì 15 gennaio – Cafe’ Liber – Torino
Venerdì 29 gennaio – Zena Music Live – Campagna (SA)
Sabato 30 gennaio – MMB Club (ex Jail) – Napoli
Giovedì 04 febbraio – Equobar – San Sebastiano (NA)

dicembre 13, 2009 | Lascia un commento | Permalink

“Dogma”, un singolo che è già un culto

(COMUNICATO STAMPA) – RoSyByNdY – FAUSTO ROSSI – FLAVIO GIURATO in “DOGMA” … un singolo che è già culto! Uno spaccato della società di oggi, una riflessione acerba e profonda, una tecno-melodia, note stridenti, rimbombate stalattiti di un malessere diffuso, un groove battente… …e  tre artisti assolutamente fuori schema!!!

FAUSTO ROSSI (FAUST’O): dopo circa 11 anni dal suo ultimo lavoro discografico, Fausto Rossi (Faust’o) ritorna di fronte a un pubblico di reduci del delirio wave 80, rimasti imbrigliati in maglie generazionali nutrite dello stesso tormento, e neofiti in cerca di cruda e coraggiosa profondità. “Becoming Visible” è un lavoro molto intimo, essenziale e scarno, composto da 8 nuove ballate, con testi inediti, 8 piccole songs d’autore composte  e cantate completamente in inglese. Un modo di ritrovarsi con se stesso, dopo i bagliori e i fasti illusori di un’epoca di eccessi. Un disco che ripaga tutti di una lunga assenza, quella di Fausto Rossi. Un disco che sancisce   la sua nuova presenza, lungamente attesa dai suoi  molti estimatori, che  avviene dopo oltre 10 anni da “Exit”.

ROSYBYNDY: guru dell’elettronica, melodista insoddifatto, frustrato occupatore occulto di hit parade in incognito?  Oggi, nel 2014, Rosybyndy, è la memoria storica di un’insofferenza diffusa, di una banalità continua che diventano, loro malgrado, eroismo e ribellione. È l’immagine agli “antenati” di una schizofrenia bastarda che lascia tracce di necrosi culturale che diventano importantissime in una reiterazione di sintomi/simboli/eiaculazioni di un nuovo secolo già sfatto e morente. Rosybindy- (alias Luigi Piergiovanni è, allora, la cattiva coscienza di altrettanta

cattiva politica culturale, il rifiutare d’impatto tutto il mondo lustro e famigerato dell’airplay concenzionale, della convenzionale canzone d’amore, della sbuldricata e reititiva canzone di protesta.

FLAVIO GIURATO: inizia la carriera come autore, scrivendo per altri artisti come Anna Melato (Madame Marilou, nel 1974). Firma un contratto con la Dischi Ricordi, che pubblica nel 1978 il suo primo LP, Per futili motivi, ma è il disco successivo, Il tuffatore (pubblicato per la CGD) quello che è giudicato il suo capolavoro e che, grazie anche alla trasmissione Mister Fantasy (condotta da Carlo Massarini) che trasmette nel corso delle puntate i video di alcune canzoni del disco, riscuote maggior successo. Non pubblica più dischi per quindici anni. Il manuale del cantautore, nel 2002, viene pubblicato senza molta pubblicità da Vitaminic, ma riattira l’attenzione dei vecchi fans, consentendo a Giurato di riprendere l’attività dal vivo e di pubblicare nel 2004 un disco dal vivo allegato ad un volume di racconti di alcuni grandi scrittori italiani ispirati alle canzoni più note del cantautore. Il disco del 2007 riprende nel titolo il disco uscito per Vitaminic e racchiude, oltre ad alcune reincisioni di brani tratti da quel disco (come L’ufficialino e la stessa title track) alcuni inediti come La tentazione, Giulia bianca e i dinosauri.

Ufficio stampa L’Altoparlante

Fausto Rossi

www.faustorossi.net

RosyByndy

www.rosybyndy.com

Falvio Giurato

www.flaviogiurato.it

dicembre 13, 2009 | Lascia un commento | Permalink

Entra in classifica “Luigi Tenco – Inediti”

(COMUNICATO STAMPA) – “Luigi Tenco, inediti”, il doppio Cd pubblicato nella collana “I Dischi del Club Tenco” di Ala Bianca e curato da Enrico de Angelis, è entrato della classifica ufficiale stilata dalla Nielsen sui dischi più venduti in Italia ed in particolare si trova al settimo posto tra gli album realizzati dai produttori musicali indipendenti italiani. Una notizia importante, che attesta non solo il valore artistico ma anche l’attenzione del pubblico per quest’opera e più in generale per una collana discografica che da diciotto anni propone dischi preziosi.

Il doppio Cd racchiude molte registrazioni inedite di Tenco. Nel primo Cd compaiono sue canzoni mai pubblicate come “Padroni della Terra”, traduzione di “Le déserteur” di Boris Vian, o tre suoi brani che il cantautore piemontese non aveva mai inciso e che sono quindi stati affidati ad interpreti d’eccellenza come Massimo Ranieri (”Se tieni una stella”), Stefano Bollani (”No no no”, solo strumentale) e Morgan (”Darling Remember”, traduzione in inglese di “Vola colomba”). Molte le succulente versioni alternative di brani già noti ma con musiche, testi o arrangiamenti sensibilmente diversi dagli originali: “Quello che tu vorresti avere da me” (sulla stessa musica de “Il tempo dei limoni”), “Quando”, “Il tempo passò”, “Come mi vedono gli altri”, “Se stasera sono qui”, “Ragazzo mio”, “Non sono io”, “Ah l’amore l’amore”, “Vedrai vedrai”, “Io sono uno”, “Guarda se io”. Ed inoltre “Un giorno dopo l’altro” cantata in francese e in inglese e “Ognuno è libero” in spagnolo. Infine, come bonus track, “I know, don’t know how” e “The Continental”, eseguite al sax contralto da Tenco in registrazioni del 1957 del Settetto Moderno Genovese, e un’intervista radiofonica al cantautore di Sandro Ciotti.

Nel secondo Cd 17 suoi brani sono interpretati da vari artisti in esibizioni tratte proprio dalla “Rassegna della canzone d’autore” di Sanremo intitolata a Tenco. Si tratta di Vinicio Capossela, Roberto Vecchioni, Simone Cristicchi, Ardecore, Shel Shapiro, Alice, Alessandro Haber, Skiantos, Têtes de Bois, Giorgio Conte, Elena Ledda, Giovanni Block, Gerardo Balestrieri, Ricky Gianco, Ada Montellanico, Paolo Simoni, Eugenio Finardi.

La collana “I Dischi del Club Tenco” ideata e voluta da Ala Bianca, è nata nel 1991 dalla collaborazione tra il Club Tenco ed Ala Bianca Group e raccoglie incisioni inedite e di altissimo valore, veri e propri gioielli di parole e musica. Dischi unici, anche perché parecchi degli artisti presenti nelle varie raccolte per la prima volta nella loro carriera artistica hanno acconsentito all’inserimento in dischi collettivi come sono molti di questi. A curare le pubblicazioni è il Club Tenco, la principale associazione europea che opera nel campo della canzone d’autore. Fondato nel 1972, ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro Paese per la diffusione della musica di qualità, in particolare modo con il Premio Tenco, la “Rassegna della canzone d’autore” nata nel 1974 a Sanremo.

“Luigi Tenco, inediti” anticipa un futuro progetto a cui da tempo il Club Tenco e Ala Bianca stanno lavorando per la collana: la pubblicazione in cofanetto dell’intera produzione del cantautore.

dicembre 13, 2009 | 1 commento | Permalink

Pippo Pollina: torna in Italia “Ultimo volo – Orazione per Ustica”

(COMUNICATO STAMPA) – Torna in Italia dopo oltre un’ anno Ultimo Volo, l’opera di musica e teatro composta dal cantautore palermitano Pippo Pollina per l’inaugurazione del Museo per la Memoria della strage di Ustica e rappresentata in prima assoluta a Bologna il 27 giugno 2007.

In quell’occasione l’opera, composta da un’alternanza di brani musicali, monologhi e dialoghi, rappresentò il momento finale, intenso ed emozionante, della giornata in cui fu aperto al pubblico il Museo che a Bologna raccoglie i resti riassemblati del DC9 Itavia caduto nell’infausta serata del 27 giugno 1980 e raccolto anni dopo a 3800 metri di profondità.

E proprio all’aereo, vittima ignara, insieme ai suoi 81 passeggeri, di un azione di guerra aerea mai chiarita nei cieli del Tirreno, è dedicato in primis questo lavoro, che rappresenta la piena maturazione compositiva per un artista già di assoluto rilievo quale Pippo Pollina, con ben 17 album all’attivo e centinaia di concerti nei più prestigiosi teatri e festival europei.

Gli otto brani musicali, due strumentali e sei cantati, sono interpretati con grande maestria da Pippo Pollina accompagnato dal Palermo Acoustic Quartet, ensemble di grande valore composto da due musicisti siciliani e due svizzeri fra i migliori sulla scena, a testimoniare il legame dello stesso Pollina con la sua terra d’origine e quella in cui vive da oltre vent’anni.

Nei diversi monologhi Adriano Miliani interpreta l’aereo caduto, raccontando in prima persona, in modo talora struggente e talora profondamente indignato, tutta la sua vita di gigante dei cieli fino al giorno fatale e oltre, intercalandosi con i dialoghi fra gli altri due attori, Tiziana Scrocca e Luca Stetur, che rappresentano alcuni momenti cruciali di questa lunga e drammatica storia.

Dopo il debutto del giugno 2007, nonostante il grande apprezzamento da parte di pubblico e critica, l’opera ha avuto poche occasioni per essere rappresentata in Italia, trovando invece all’estero inattesi e prestigiosi riscontri.

Tra il 2008 e il 2009, infatti, oltre ad una replica a Roma e due in Sicilia (Palermo e Castelvetrano, realizzate grazie al profondo impegno e alla determinazione dell’Associazione dei Parenti delle vittime della strage), sono da segnalare due rappresentazioni a Zurigo (marzo 2008) e, soprattutto, due a Stoccarda, prodotte dal Theaterhaus (maggio 2009), con testi di monologhi e dialoghi in lingua tedesca, interpretati da attori di valore nel panorama germanico (con i brani musicali cantati da Pollina ovviamente in italiano).

Nel 2010 la versione tedesca sarà in scena anche a Ramstein, teatro di un’altra grave tragedia dei cieli nel 1988, che vide coinvolti tre aerei delle Frecce Tricolori che piombarono, facendo strage, sul pubblico di una manifestazione acrobatica.

L’ evento fiorentino (SABATO 19 DICEMBRE, ORE 21, TEATRO RIFREDI) rappresenta un anteprima prestigiosa delle diverse manifestazioni che si terranno nel 2010, nel trentennale della tragedia, per tenerne viva la memoria, anche e soprattutto nelle giovani generazioni, e per continuare a chiedere verità e giustizia per le 81 vittime, i loro parenti e l’Italia intera.

“ULTIMO VOLO – ORAZIONE PER USTICA”

Pippo Pollina    voce, pianoforte e chitarra con il PALERMO ACOUSTIC QUARTET

Luca Lo Bianco  basso e contrabbasso

Gaspare Palazzolo    sax soprano

Jean Pierre Von Dach   chitarre

Walter Keiser      batteria

e gli attori

Adriano Miliani

Tiziana Scrocca

Gianluca Stetur

fonica

Paoluzzi Service

luci

Marco Falai

produzione

Associazione Culturale Storie di Note

Associazione Culturale Jack and Joe Theatre

con il sostegno di

Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Unicoop Firenze

e con il Patrocinio del

Comune di Firenze

Ingresso

Interi   €. 18

Ridotti di legge per età e Soci Coop €. 14

posti numerati

prevendita presso botteghino teatro dal lunedì al sabato ore 16.00 – 19.00

Per informazioni e prenotazioni

Teatro di Rifredi  tel. 055.422.03.61/2

biglietteria@toscanateatro.it

mirella@storiedinote.com

Ufficio stampa CARTA DA MUSICA

dicembre 13, 2009 | Lascia un commento | Permalink

“Dai paesi alla città”, il nuovo album di Giovanna Marini al M.E.I.

A Giovanna Marini, compositrice e interprete, al suo incessante impegno nella ricerca, ai suoi trentaquattro anni di insegnamento nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio, il Premio Città di Loano ha assegnato nella sua ultima edizione il Premio alla Carriera e le ha dedicato una video-produzione, che sarà presentata al MEI.

Il film documentario “Dai paesi alla città. Giovanna Marini e la Scuola Popolare di Musica di Testaccio”, raccoglie le immagini di un’intervista inedita all’artista, e si rivela come un vivido spaccato dell’attivita’ di laboratorio dei “modi dei canti contadini” e degli “inni e i canti di lotta” all’interno della Scuola di Testaccio.

“Una voce inconfondibile nel panorama della musica tradizionale, sostenuta da una curiosità che si è sempre accompagnata a una forte tensione culturale: incrociando, nel corso del tempo, altre discipline e altri studiosi, Giovanna Marini è riuscita a coniugare spontaneità e studio rimanendo essenzialmente una musicista e una divulgatrice di altissimo livello. Prassi e conoscenza unite in un percorso intenso, che ha innescato, nella scuola di musica popolare di Testaccio, una delle esperienza più importanti per la tutela della musica popolare in Italia. Non solo conservazione o trasmissione di un patrimonio che rischiava – e rischia – di perdersi, ma soprattutto una sua rivivificazione condotta capillarmente, fra chiunque è desideroso di approfondire.” Questa la motivazione che ha accompagnato l’assegnazione del riconoscimento.

All’artista è stata consegnata la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, che per il terzo anno consecutivo e’ stata conferita al Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana.

IL CD – “Un paese vuol dire”

A tre anni dal suo ultimo lavoro discografico “Antologia”, che ripercorreva tutta la sua carriera artistica, torna Giovanna Marini con un nuovo disco, dal titolo “Un paese vuol dire”. Segna anche l’esordio della grande cantante per il manifesto cd. Il disco è frutto della preziosa collaborazione con il Circolo Gianni Bosio.

GIOVANNA MARINI  – Perché  ho fatto questo CD

“Un paese vuol dire” ?  Perché l‘ho fatto con tanta voglia ? E’ stato come una sorta di accumulo di cose da dire, alcune già dette ma oggi ripensate e sentite di nuovo importanti, come il canto per il terremoto che quando arriva scuote non solo le case  ma gli animi, destabilizza, impoverisce,  da il senso  dei beni posseduti e ormai persi, un senso che pervade oggi tutta la nostra società e tinge tutto color malva, nostalgia, rimpianto. E invece no, viene voglia di andare a vanti, di contrastare, anche solo con le parole, con la voce , con i sax e il clarinetto , con i ricordi che si rianimano e popolano le nostre giornate di  desiderio di spinte in avanti, come i ragazzi  che vengono a imparare attraverso il canto quello ch’è stato e che potrebbe essere in futuro, nel bene come nel male. E’ un CD che mi esce dal cuore che è ha una forma circolare: c’è l’inizio, il centro e la ….no,il presente,  che non può essere la fine, che deve continuare attraverso il cuore e la voce di chi ascolta. Un caldo “grazie!” a chi mi starà a sentire.

novembre 28, 2009 | Lascia un commento | Permalink